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Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro

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Tradizioni storiche

Il Vesuvio, con la sua presenza incombente, minacciosa, regolatrice della vita delle genti che vivono alle sue pendici, ha costituito uno degli agenti principali delle differenze culturali che esistono tra questa porzione di Campania Felix (resa ancora più evidente nei centri del versante sommano), e Napoli, pur se da sempre l’area vesuviana ha costituito il contado della Capitale del Regno. Gli usi, i costumi, le credenze e le superstizioni, in questi luoghi si mescolano di paganesimo e religiosità.

Il problema fondamentale che si trovano ad affrontare gli Enti di gestione della Riserva consiste nella “ghettizzazione” dei fenomeni culturali “minori” che pure permettono di rivivere, nei momenti di aggregazione storicamente individuati nel calendario, la “genuinità” di questa terra. Lungo il Miglio d’Oro ai fasti di un tempo si è sostituito il degrado: abbandonate dalle grandi famiglie che le hanno costruite, le ville sono state spesso trasformate in condomini e depredate di gran parte delle ricchezze che ancora conservavano. Quei siti, un tempo ambìti, si sono pian piano trasformati in periferie urbane, dove il degrado socioculturale ha influito non poco sulle condizioni del patrimonio culturale esistente.

Il problema è nel saper individuare modalità, strumenti e strategie affinché nel territorio vesuviano i beni culturali, così come si sta facendo per quelli ambientali, possano uscire dallo stato di potenzialità ed entrare di fatto nella vita degli uomini.

Fin dalla loro istituzione, l’Ente Parco si fa promotore non solo di iniziative volte a conservare il patrimonio culturale ed ambientale, ma anche di strategie di intervento capaci di restituire a questi luoghi la loro memoria storica e lo stretto rapporto uomo – natura, individuando siti dove poter vivere un’emozione continua, un’esperienza unica da affiancare ai classici itinerari turistici da “voyages d’Italie” (gli Scavi di Pompei, il Cono del Vesuvio).

La cultura vesuviana ancora oggi è presente nelle strade, nelle campagne di quei luoghi “minori” dove rivive nella tradizione coreutica-musicale popolare, trasmessa oralmente di generazione in generazione. L’oralità non è solo da intendersi come mezzo per tramandare canti, balli e testi verbali, ma anche per trasmettere tecniche di costruzione di attrezzi e strumenti.

Gli obiettivi che la Riserva si pone sono pertanto quelli di :

  1. dare valenza scientifica alle iniziative “popolari” legate al patrimonio delle feste religiose vesuviane che hanno spesso origine nell’antica tradizione popolare pagana;
  2. recuperare la memoria delle tradizioni locali;
  3. coinvolgere le genti vesuviane nel recupero delle antiche tradizioni, favorendo gli scambi culturali tra le stesse;
  4. ricercare i punti di contatto tra le diverse anime culturali che vivono il complesso vulcanico del Somma-Vesuvio;
  5. stimolare i giovani a imparare a conoscere il loro territorio e l’antico patrimonio culturale;
  6. favorire lo scambio infragenerazionale tra i portatori della memoria storica e i giovani delle scuole di ogni ordine e grado;
  7. valorizzare il patrimonio storico - culturale dell’area vesuviana.

Lo sviluppo della terra vesuviana passa attraverso la possibilità di valorizzare i momenti delle feste e delle sagre che rappresentano l’espressione più libera e genuina dell’anima del popolo, attraverso studi che sappiano indagare la vita segreta più interna delle tradizioni per coglierne le ragioni vere e i tratti culturali decisivi. L’idea ambiziosa è di costruire un modello partecipativo che possa essere vissuto anche da visitatori esterni all’area vesuviana attraverso la suggestione di immagini e di suoni, attraverso il coinvolgimento nei balli e attraverso la degustazione dei prodotti della terra fertile.

 

Le feste storiche


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