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...a bordo del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO

...a bordo del 'Parco Nazionale del Vesuvio'


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Progetto ECOCAMPUS - VESUVIO WILD

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Guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio

Pubblicazione elenco delle guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio


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Pubblicazione Short List di professionisti per attivitą di consulenza all'Ente Parco nazionale del Vesuvio


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Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro

Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro



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Ingegneria Naturalistica

Uso delle tecniche di ingegneria naturalistica nel Parco: esperienze del presente e del passato

Da un indagine preliminare per la classificazione dei comuni italiani in base al “Livello di attenzione per il rischio idrogeologico” condotta dal Ministero dell’ambiente, in collaborazione con il Dipartimento dei Servizi tecnici Nazionali, il Dipartimento della Protezione Civile e l’ANPA, emerge che il 52,8% del territorio della Regione Campania è a rischio idrogeologico “molto elevato”. A complicare lo scenario si consideri anche che, a parità di intensità del fenomeno, il danno prodotto è strettamente legato all’antropizzazione dell’area interessata.
Difatti, al tempo stesso, aree contrassegnate da un’alta pericolosità idraulica e forte instabilità dei versanti, anche storicamente conosciute, hanno visto una densa urbanizzazione, mentre, vasti spazi della montagna e della collina sono stati abbandonati, con conseguente diminuzione della manutenzione delle opere destinate alla difesa del suolo e relativo aumento della possibilità di innesco di fenomeni di degrado.
In tale contesto si pone la necessità di interventi sistemici nella sistemazione dei bacini idrografici, nella coscienza del reciproco condizionamento delle azioni nella parte alta, media e inferiore del bacino, come anelli di una catena, la cui resistenza dipende da quello piú debole.
Un approccio basato sull’emergenza ha privilegiato, negli ultimi decenni, la realizzazione di opere intensive per la riduzione del rischio nelle zone di pianura, ove piú elevato si presenta il livello di urbanizzazione, trascurando, spesso, le opere estensive ed intensive nella parte montana del bacino, dove il fenomeno erosivo inizia ad imporsi con piú forza e la sistemazione agisce sulle cause del dissesto.
Invece, interventi di manutenzione diffusa sul territorio comportano, non solo, un minore impatto ambientale delle opere e una riqualificazione delle aree in erosione con un conseguente aumento della biodiversità del territorio, ma, creano occupazione in zone in fase di spopolamento con l’utilizzo di tecniche semplici, quelle proprie dell’ingegneria naturalistica, che sono ad alto impiego di manodopera.
Nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio, negli anni 1997-2001, sono state realizzate e sono tuttora in corso di realizzazione numerose opere di sistemazione antierosiva e di consolidamento dei versanti che rappresentano un notevole patrimonio di esperienze per la sistemazione di aree instabili in ambito mediterraneo montano.
Lavorare su un territorio protetto come un Parco nazionale significa, prima di ogni cosa, intervenire secondo criteri di compatibilità ambientale, dando la preferenza, ogni qual volta possibile, alle tecniche dell’ingegneria naturalistica che, come è noto, è una disciplina tecnica che utilizza le piante vive a fini antierosivi e di rinaturazione.

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