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...a bordo del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO

...a bordo del 'Parco Nazionale del Vesuvio'


N.2

Progetto ECOCAMPUS - VESUVIO WILD

Progetto ECOCAMPUS - VESUVIO WILD


N.3

Guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio

Pubblicazione elenco delle guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio


N.4

Aggiornamento Short List del Parco nazionale del Vesuvio

Pubblicazione Short List di professionisti per attivitą di consulenza all'Ente Parco nazionale del Vesuvio


N.5

Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro

Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro



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Conservazione della natura

Conservazione della natura

Secondo l’articolo 3 del quadro statutario delle Riserve della Biosfera, sancito dalla “Strategia di Siviglia”, la finalità fondamentale da raggiungere con l’istituzione di una Riserva MAB-UNESCO è quella di trovare un equilibrio che duri nel tempo e che concerne la necessità, talvolta ostacolata, di conservare la diversità biologica, di promuovere lo sviluppo economico e di salvaguardare i valori culturali connessi; tale ambiziosa finalità può essere perseguita attribuendo ai territori compresi nelle Riserve le seguenti funzioni complementari:
• Conservazione della diversità biologica, delle risorse genetiche, delle specie, degli ecosistemi e dei paesaggi, e della diversità culturale;
• Sviluppo, centrato principalmente sulle popolazioni locali, secondo modelli di gestione “sostenibile” del territorio;
• Logistica, per supportare progetti di dimostrazione, informazione, educazione ambientale, ricerca e monitoraggio collegati a bisogni di conservazione e sviluppo sostenibile locale, nazionale e globale.


Queste funzioni sono ampiamente coerenti e connesse con quelle che sono le finalità istitutive dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio. In particolare l’Ente Parco è stato istituito allo scopo di:
• Conservazione delle specie animali e vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici ed idrogeologici, di equilibri ecologici;
• Promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili;
• Applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo ed ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici ed architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali, nonché difesa e la ricostituzione degli equilibri idraulici ed idrogeologici.


Nell’area compresa nella Riserva della Biosfera “Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro”, la conservazione della biodiversità naturale e culturale è garantita da norme rigorose, sancite a livello locale, nazionale e comunitario dai vincoli che provengono dalla persistenza, in un territorio relativamente poco ampio, di varie tipologie di aree protette, a testimoniare l’impegno attivamente profuso nella conservazione delle ricchezze biologiche e culturali ampiamente descritte nelle pagine precedenti.
All’interno dell’area sono infatti comprese una Riserva naturale Statale, un’area Wilderness, due Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”), ed una Zona di Protezione Speciale, in via di approvazione, ai sensi della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”).

Nello specifico, in attesa dell’approvazione del Piano del Parco, che definirà le regole precise di fruizione dell’area compresa nel perimetro del Parco, nonché gli indirizzi di gestione delle aree contigue per quanto riguarda gli aspetti della conservazione, in tutto il territorio compreso nella Riserva insistono i vincoli dettati dalle misure di salvaguardia ai sensi del D.P.R. istitutivo del Parco nazionale del Vesuvio, quelli dettati dalla Legge Quadro sulle aree protette, L. 394/91, i criteri di gestione indicati dalle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” per le aree p.S.I.C. e Z.P.S., e per l’area Wilderness, i vincoli dettati dall’Istituzione della Riserva forestale Statale “Tirone Alto-Vesuvio”, ed ancora i vincoli dettati dal Piano Paesistico dei paesi vesuviani e dalle Autorità di Bacino ai sensi della legge 193/89, e quelli relativi agli immobili ed ai siti tutelati dal T.U. 490/99.
La Riserva MAB-UNESCO si inquadra quindi di fatto nel tema generale della collaborazione e del coordinamento tra diversi Enti che gravitano per vari motivi nel territorio vesuviano, per tutto ciò che riguarda la pianificazione della tutela dei patrimoni culturali, naturali e paesaggistici dei territori e la gestione degli stessi. La necessità di collaborazione tra Enti ed Istituzioni che a vario titolo insistono sul territorio nasce dalla considerazione che in tutta l’area vesuviana si sono succedute antiche civiltà che hanno profondamente segnato, con le loro attività, i paesaggi e gli ambienti naturali. L’influenza antropica sugli ecosistemi vesuviani è quindi così antica che si può arrivare a parlare di una complessa “coevoluzione”, ricca di interazioni, tra le civiltà umane e gli ambienti naturali. La trasformazione del paesaggio e degli ecosistemi ha inoltre profondamente modificato la distribuzione e le dinamiche delle specie e delle comunità vegetali e animali tanto che la struttura dell’attuale biodiversità non può essere pienamente compresa senza tenere in considerazione la storia dei cambiamenti indotti dall’uomo. La fascia di contatto e di coevoluzione tra le due “ecologie” (quella naturale e quella antropica) è molto più spessa e continua di quella normalmente osservabile attorno ai Parchi naturali delle regioni meno interessate dalla millenaria presenza umana. I problemi di insularizzazione e di difficoltà nell’ individuare grandi spazi di connessione e di convivenza tra le attività antropiche e le dinamiche naturali sono i nodi principali che una corretta strategia di conservazione della Riserva deve sciogliere per una gestione che sia veramente “sostenibile”.


L’area compresa nel Parco nazionale del Vesuvio presenta caratteristiche che la rende molto simile per condizioni e problematiche ad una vera e propria isola geografica; in essa non è possibile ipotizzare corridoi ecologici di rilevante ampiezza, come si auspica di fare in altre regioni, ma vanno considerati e valorizzati soprattutto gli spazi rurali a naturalità diffusa, per una graduale realizzazione di “reti locali”. Queste devono essere intese come parti integranti di reti ecologiche nazionali ed internazionali, e devono comprendere anche un numero adeguato di connessioni ecologiche atte a ridurre la frammentazione ecosistemica ed i rischi di isolamento, connessioni che vanno ricercate soprattutto negli spazi rurali a bassa densità abitativa, riqualificando e valorizzando ove occorra le trame originarie.


La realizzazione di una rete locale comporta necessariamente una gestione integrata e congiunta anche delle aree contigue al Parco, e quindi anche del Miglio d’Oro e delle Ville Vesuviane, che, attraverso l’inserimento della Riserva MAB, possono contribuire ad eliminare l’isolamento del Parco, che costituisce la “Core area” e la “Buffer zone” della Riserva stessa, e che custodisce la maggior parte del patrimonio di biodiversità naturale descritto nelle pagine precedenti. Il principio ispiratore della rete MAB è proprio quello di concepire l’idea stessa del territorio come palinsesto e come rete di risorse storico-archeologiche e fisico-biologiche, e tale principio impone di estendere la pianificazione del territorio ai fini della salvaguardia e della valorizzazione, ad aree e tessuti ben più ampi di quello incluso nell’attuale confine del solo Parco nazionale.

 


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