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...a bordo del PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO

...a bordo del 'Parco Nazionale del Vesuvio'


N.2

Progetto ECOCAMPUS - VESUVIO WILD

Progetto ECOCAMPUS - VESUVIO WILD


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Guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio

Pubblicazione elenco delle guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio


N.4

Aggiornamento Short List del Parco nazionale del Vesuvio

Pubblicazione Short List di professionisti per attività di consulenza all'Ente Parco nazionale del Vesuvio


N.5

Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro

Disciplinare sull'utilizzo delle attrezzature informatiche, della posta elettronica e della rete internet sui luoghi di lavoro



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Guida Vulcanologica

Area Wilderness

La prima area Wilderness vulcanica d’Italia

Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, su proposta del Presidente, prof. Maurizio Fraissinet, nella seduta del 4 luglio 2000 ha deliberato l’istituzione di un’area wilderness. Le pareti interne della caldera del Monte Somma e parte dell’Atrio del Cavallo, costituito dalla lava del 1944, sono state dichiarate tali “al fine di preservare per le future generazioni la bellezza selvaggia di tali aree, garantendone l’integrità paesaggistica”.
Si tratta, in effetti, di uno dei paesaggi vulcanici più suggestivi del mondo. Le pareti interne del Monte Somma, peraltro ammirabili affacciandosi dal Gran Cono del Vesuvio, sono quello che resta dell’antico grande vulcano del Somma, che fu soggetto a diverse eruzioni esplosive a partire da 17.000 anni fa, e dall’interno del quale si è originato il nuovo vulcano: il Vesuvio. Su queste pareti, col tempo, si sono insediate forme di vegetazione pioniera dei suoli lavici e foreste di Leccio. Sulle creste rocciose nidificano una coppia di Pellegrino, una o due coppie di Gheppio, e vengono sorvolate quotidianamente da Poiane e Corvi imperiali in cerca di cibo.
Il tutto si presenta privo di qualsiasi traccia umana ed è il frutto della sola azione evolutiva della natura.
Lo stesso discorso vale per l’Atrio del Cavallo, un fiume di pietra lavica che si è riversato nel corso dell’ultima eruzione del 1944. La lava è oggi di colore grigio-perlaceo per la presenza del lichene Stereocaulon vesuvianum che la ricopre interamente. La superficie complessiva dell’area interessata dalla dichiarazione di wilderness è di 125,4 ettari ed è nel cuore del Parco, in una delle zone più selvagge.

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