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N.1

Due gheppi liberati dalla Lipu sul Vesuvio

Sono tornati a volare ieri mattina i due gheppi tenuti in cura nella sede Lipu di Caserta per una ventina di giorni per diverse fratture alle ali provocate dai colpi dei cacciatori



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Flora

Il versante vesuviano e quello sommano differiscono notevolmente dal punto di vista naturalistico, il primo è più arido, in gran parte riforestato per impedire fenomeni franosi e presenta le caratteristiche successioni vegetazionali della macchia mediterranea; il versante del Somma, più umido, è caratterizzato dalla presenza di boschi misti. Da numerosi studi riportati in letteratura risulta che il complesso vulcanico è stato colonizzato da più di 900 specie vegetali, considerando anche quelle estinte e quelle la cui colonizzazione è recente; oggi si è appurata la presenza di 610 entità, delle quali oltre il 40% è costituito da specie mediterranee.

 

Le specie endemiche sono solo 18, probabilmente a causa dell’origine recente complesso vulcanico. Sulle colate laviche più recenti la colonizzazione vegetale inizia ad opera dello Stereocaulon vesuvianum, un lichene coralliforme dal tipico aspetto grigio e filamentoso. Il lichene ricopre interamente la lava del 1944 e la colora di grigio facendole assumere riflessi argentati nelle notti di luna piena. Sulle colate più antiche allo Stereocaulon vesuvianum si affiancano le altre specie pioniere, tra cui la Valeriana rossa (Centranthus ruber), l'Elicriso (Helichrysum litoreum), l'Artemisia (Artemisia campestris) e la Romice rossa (Rumex scutatus). Le associazioni pioniere preparano il terreno per l'instaurarsi di estesi ginestreti, che imprimono un aspetto caratteristico ai versanti del Vesuvio, soprattutto durante le fioriture; sono presenti 3 specie di ginestra: la Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), la Ginestra odorosa (Spartium junceum) e la Ginestra dell'Etna (Genista aetnensis), endemita etneo introdotto sul Vesuvio dopo l’eruzione del 1906. Sul versante sud-occidentale del Vesuvio, l’originale vegetazione mediterranea è stata in parte sostituita da pinete impiantate a partire dalla seconda metà del 1800 tra i 300 e i 900 metri.

 

Esse sono costituite prevalentemente da Pino marittimo (Pinus pinaster), da Pino domestico (Pinus pinea) e da Pino d’aleppo (Pinus halepensis); a partire degli anni ’90 è iniziata un’opera di sfoltimento delle pinete per lasciare il posto alla quercia tipica dell’area mediterranea, il Leccio (Quercus ilex) che in alcuni zone costituisce nuovamente dei folti boschi. Nella lecceta e nella pineta il sottobosco è costituito da Corbezzolo (Arbutus unedo), Fillirea (Phillyrea latifolia), Lentisco (Pistacia lentiscus), Terebinto (Pistacia terebinthus), Lentaggine (Viburnum tinus), Rosa selvatica (Rosa sempervirens), Alaterno (Rhamnus alaternus), Asparago selvatico (Asparagus acutifolius) e specie lianose come la Robbia (Rubia peregrina), la Smilace (Smilax aspera) e l’Edera (Hedera helix). La macchia mediterranea dei versanti vesuviani si caratterizza per un’elevata diversità floristica.

 

Oltre al leccio sono presenti, infatti, arbusti sclerofilli sempreverdi quali la Fillirea (Phillyrea latifolia), il Mirto (Mirtus communis), il Corbezzolo (Arbutus unedo), l'Alloro (Laurus nobilis), il Viburno (Viburno tinus), l'Alaterno (Rhamnus alaternus), il Lentisco (Pistacia lentiscus), il Cisto (Cistus spp.) e le ginestre. Alle sempreverdi si associano anche in alcune zone piante caducifoglie xerofile quali la Roverella (Quercus robur), l'Albero di Giuda (Cercis siliquastrum) e l'Acero (Acer spp.). Lo strato più basso della macchia mediterranea è rappresentato da piante profumate quali il Rosmarino (Rosmarinus officinalis), la Salvia (Salvia officinalis) e l’Origano (Origanum vulgare). Le pendici settentrionali del Monte Somma, più umide, sono, invece, coperte da ampi castagneti fino a quota 900 mt; a quote superiori prevalgono, invece, i boschi misti di latifoglie costituiti da Castagno (Castanea sativa), Roverella (Quercus pubescens), Carpino nero (Ostrya carpinifolia), Orniello (Fraxinus ornus), Ontano napoletano (Alnus glutinosa), varie specie di Acero (Acer spp.).

 

Da annoverare anche la presenza di alcuni nuclei sparsi di Betulla (Betula pendula), specie relitta di boschi mesofili dell’era glaciale, che si rinvengono sul Monte Somma e nella Valle del Gigante. Il sottobosco è particolarmente ricco: Dondolino (Coronilla emerus), Pungitopo (Ruscus aculeatus), Biancospino (Crataegus monogyna), Rosa selvatica (Rosa sempervirens), Ligustro (Ligustrum vulgaris), numerose specie di felci e Crassulacee tra cui l’Ombelico di Venere (Umbelicus rupestris) e la Borracina (Sedum sediforme). Tra la primavera e l’estate fioriscono in territorio, infine, 23 specie di orchidee selvatiche; le più facilmente riconoscibili sono la Orchis papillonacea e la Orphys sphegodes.


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