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Recensione libro

Problematiche della foresta mediterranea a cura di Carlo Bifulco

Foto Problematiche della foresta mediterranea a cura di Carlo Bifulco

Sono particolarmente orgoglioso di presentare un progetto che ha di fatto inserito il Parco Nazionale del Vesuvio in una posizione privilegiata e di spicco nel panorama della cooperazione transnazionale e comunitaria.

Il successo di «Forêt» dimostra che ormai si sta consolidando, a livello europeo, la consapevolezza di dover affrontare unitariamente, con serietà e rigore scientifico, gli scottanti temi della gestione forestale sostenibile.

Un’amministrazione sostenibile delle foreste mediterranee passa necessariamente attraverso il mantenimento della loro biodiversità, della produttività, della capacità di rinnovarsi, per poter garantire in modo perpetuo le loro potenzialità, le loro funzioni ecologiche,
economiche e sociali a livello globale. Un modello di sviluppo gestionale sostenibile delle foreste mediterranee deve infatti essere fondato tre componenti: la sostenibilità ecologica, la sostenibilità economica, e la sostenibilità sociale. L’interazione tra queste tre componenti, ed il peso che ciascuna di queste deve assumere nella gestione delle foreste mediterranee determina gli indirizzi gestionali delle stesse.

L’importanza del Programma Europeo Interreg IIC «Problématique de la forêt méditerranéenne » si intuisce anche solo considerando questo semplice dato di fatto: le specificità ecologiche dell’area mediterranea sono profondamente differenti da quelle delle altre regioni bioclimatiche presenti sul nostro pianeta.

Le aree comprese nel Bacino del Mediterraneo sono accomunate dal fatto di avere ospitato da sempre le piú antiche civiltà e di essere state profondamente influenzate dalle attività antropiche. L’influenza dell’uomo sull’evoluzione degli ambienti mediterranei è quindi cosí antica che si può parlare di una complessa co-evoluzione, ricca di interazioni, tra le civiltà umane e gli ambienti naturali.

La trasformazione degli ecosistemi ha inoltre profondamente modificato ed indirizzato la distribuzione delle comunità vegetali e animali, tanto che la struttura dell’attuale biodiversità non può essere pienamente compresa senza considerare contestualmente la storia
dei cambiamenti indotti dall’uomo.

Il Programma comunitario Interreg IIC ha fornito all’Associazione Internazionale per le

Dalla lettura di questo testo appare chiaro che l’obiettivo di «Forêt» è stato pienamente raggiunto. Esprimo quindi la mia piena soddisfazione per i risultati già raggiunti e per quelli che verranno, e per il ruolo che il Parco Nazionale del Vesuvio ha ricoperto ed ancora coprirà impegnandosi attivamente perché la rete divenga ancora piú robusta e diventi una forte base posta a sostegno e salvaguardia dello straordinario patrimonio forestale degli ecosistemi mediterranei.


Amilcare Troiano




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