Feste vesuviane
Madonna dell'Arco
Dove si svolge?
Santuario di S. Maria dell'Arco
Che tipo di festa è?
Festa religiosa
Quando è nata?
Il culto della Madonna dell'Arco risale al Quattrocento, in seguito ad un miracolo verificatosi nella contrada Arco del comune di Sant'Anastasia, in provincia di Napoli.
Quando si svolge?
Il primo lunedì dopo Pasqua (Lunedì in Albis)
Un po' di storia
Diversi sono i riti devozionali a cui si può assistere osservando i fedeli della Madonna dell'Arco. La processione del lunedì in Albis a Sant'Anastasia è tra le feste più importanti dell'area del Parco Nazionale del Vesuvio, frutto di sovrapposizioni cristiane su ancestrali riti connessi all'inizio del ciclo del raccolto e tesi ad esorcizzare le forze demoniache distruttrici dei raccolti stessi. E' preceduta da una lunga fase preparatoria che ha inizio il giorno di S. Antonio. Da questa data diverse associazioni, dedicate alla Madonna dell'Arco, diffuse un po' ovunque nella Provincia di Napoli, cominciano a mandare in giro gruppi d'affiliati (noti con il nome di paranze) per la questua. Il denaro raccolto è successivamente impiegato per gli allestimenti di contorno alla festa, ovvero per essere offerto alla Madonna, in modo davvero plateale, essendo affisso sugli stendardi portati in processione. I questuanti sono spesso affiancati nella loro frenetica attività da bande musicali e carri sacri (detti toselli).
Cosa accede oggi
Nel giorno del Lunedì in Albis, tutte le paranze convergono finalmente sul Santuario della Madonna dell'Arco. L'avvicinamento è fatto a piedi e, talvolta, di corsa. Da ciò il motivo per cui i pellegrini sono definiti con il termine dialettale fujenti, che letteralmente significa "coloro che scappano". Il rito religioso che si celebra nel santuario, a conclusione del pellegrinaggio, è particolarmente affascinante. In questo luogo, infatti, si può assistere ad esasperate crisi di religiosità popolare che si configurano, nei casi estremi, come vere e proprie crisi epilettiche. Da ciò il termine "vattienti" che, a sua volta, deriva dal verbo vattere (picchiare) con cui sono pure definiti i fujenti. La denominazione "dell'Arco" attribuita alla Madonna oggetto del pellegrinaggio, è collegata ad un preciso episodio storico.
Nell'antica località "Archi", così definita per la presenza delle arcate di un acquedotto romano, si verificò il sanguinamento di un'effige sacra della Vergine, a causa di un colpo infertole volontariamente da un giovane di Nola. L'immagine, immediatamente venerata dal popolo, riuscì talmente ad accrescere negli anni la propria fama miracolosa, da provocare la costruzione di un apposito santuario dedicato, appunto, alla "Madonna dell'Arco". Il grande pellegrinaggio del lunedì in Albis verso il Santuario è sempre accompagnato dalle tammurriate, che continuano per l'intera mattinata all'esterno della chiesa. In quel giorno si radunano a Sant'Anastasia le paranze delle varie zone in cui è diffusa tale espressione di musica popolare, per cui è possibile osservare i diversi stili di canto e di ballo sul tamburo.






























