Feste vesuviane
S.Michele Arcangelo
Che tipo di festa è?
Festa religiosa
Quanto dura?
Dal 6 al 10 maggio
Un po' di storia
La festa patronale dedicata all'Arcangelo San Michele viene organizzata da tempi immemorabili. Diverse sono le leggende circa la nascita del culto per San Michele Arcangelo ad Ottaviano. Le due più diffuse fanno riferimento a due episodi miracolosi. La festa liturgica del Santo ricorre il 29 settembre. Verso le ore 11 da Piazza Municipio parte, alla volta della Chiesa Madre, il corteo delle autorità con il labaro del Comune. Il corteo è preceduto da bande musicali. Pochi minuti dopo mezzogiorno, terminata la messa solenne, parte la lunga processione con la taumaturgica statua lignea di San Michele Arcangelo, che per l'occasione è ricoperta di ex-voto d'oro. La processione è caratterizzata da spari di fuochi pirotecnici che si susseguono a breve intervallo, il suono delle campane di tutte le chiese e dalla musica delle bande musicali. In Piazza Annunziata si accalca una moltitudine di persone in attesa del tradizionale " Volo degli angeli" che segna la fase culminante dei festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo, patrono del paese.
Appena giunta in Piazza Annunziata la processione, la statua lignea di San Michele viene posata al centro, spari, canti e preghiere tacciono all'improvviso: un bambino ed una bambina vestiti da angeli, con ali ed elmi, vengono tirati in alto al centro della piazza con funi che scorrono dipanandosi da un congegno di carrucole detto "'o carruocciolo", il quale, a sua volta, è legato ad una grossa treccia tesa tra due palazzi. Le funi vengono tese e i bambini sono sollevati a quattro cinque metri d'altezza fino a che non giungono a perpendicolo sulla statua ferma al centro della piazza. I piccoli angeli, allora, intonano un antichissimo inno all'Arcangelo accompagnati dalla banda musicale.
Dopo aver terminato il canto gli angeli pregano per il bene del paese, quindi, tra gli applausi della folla, iniziano la discesa. L'episodio si ripete man mano che la processione passa per le piazze di Piediterra, Taverna e S. Giovanni. La tradizione vuole che al "Volo" partecipino un maschietto ed una femminuccia appartenenti all'antica famiglia dei Duraccio, conosciuti in paese come i "maccaronari". Dopo il " Volo degli angeli", il corteo si ricompone e si scende a Piazza Piediterra, ove ha luogo il secondo volo; quindi si giunge a Piazza Taverna per il terzo e poi si va a Piazza S. Giovanni per il quarto ed ultimo volo.
A San Giovanni la statua dell'Arcangelo sosta qualche ora o più in chiesa mentre fuori si sparano fuochi d'artificio. Verso le ore 15 si riprende la processione e si sale alla Chiesa Madre, sempre tra spari di fuochi pirotecnici. Mentre la statua rientra in chiesa gli spari diventano sempre più forti e la manifestazione si conclude con l'applauso di tutti i partecipanti.
Tutte le sere della festa le vie e le piazze del paese sono illuminate con luminarie multicolori. Il 6 maggio inizia la festa. A sera, dopo l'accensione delle luminarie che si ripeterà per tutti i giorni della festa, in Piazza Municipio vengono eseguiti brani musicali classici in una cassa armonica allestita per l'occasione. Lungo Via Municipio da almeno cinque anni la Parrocchia di San Francesco di Paola organizza "Le Taverne".
Vengono aperti tutti i cortili delle antiche e caratteristiche abitazioni della strada in cui si realizzano punti di ristoro. Persone che indossano costumi della tradizione locale servono pietanze tipiche del paese a prezzi modici. Le "Taverne" restano aperte fino al 9 maggio. Il 10 maggio l'attenzione si concentra in Piazza San Lorenzo dove, fin dalle prime ore del pomeriggio si svolge il "Palio degli asini". Fino ad un ventennio fa il 7 e l'8 maggio si svolgeva una fiera di bestiame in Piazza Mercato.
Da tutti i paesi vesuviani venivano contadini e "Vatecari" (carrettieri) a vendere o comprare qualche animale da tiro.
Negli ultimi anni si è tentato di ripristinare la fiera ma senza successo. La fiera di animali e, in particolare, di asinelli era seguita da una corsa degli stessi. Tale tradizione è stata riportata in vita nel 1897 per interessamento del Circolo "A. Diaz". Alla manifestazione partecipano le contrade San Lorenzo, Taverna, Pentelete, San Severino, San Giovanni, San Michele, SS. Annunziata, Paradiso, San Leonardo, FFSS, San Francesco e Zabatta. In un anno di forte carestia, il popolo di Ottaviano affamato si rivolgeva a San Michele Arcangelo.
Dopo poco tempo un giovane biondo e di gentile aspetto, si presentò ad un grande commerciante delle Puglie ed acquistò da lui moltissimi sacchi di grano che fece spedire ad Ottaviano. Pagò il contò con un anello bellissimo e di gran valore che si trasse dal dito. Mossisi ad indagare chi mai avesse potuto essere il benefattore, non vi riuscirono. Quando uno degli accompagnatori del carico di visitò il tempio maggiore di quel paese, riconobbe nella bella statua di San Michele che era esposta sul trono, le precise fattezze del giovane che si era recato nel loro negozio, privo dell'anello che aveva da più di un secolo come ex voto.
Durante la venuta dei francesi nel 1779, mentre tentavano di occupare Ottaviano, San Michele fosse intervenuto con una schiera di angeli sotto forma di moscerini. I Francesi accecati rinunciarono ad occupare il paese e lanciarono non riuscirono a colpire l'obiettivo e che, ancora oggi, sono conservate nella chiesa madre.






























