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Avvenimento nel Parco

Le bellezze del Parco alla Campionaria di Milano

Il Parco Nazionale del Vesuvio a La Campionaria, Fiera delle Qualità Italiane - Fieramilano 2007 (a cura del dott. Giovanni Romano - Ufficio Promozione)

Fuoco Terra Nutrimenti - Vulcano Faber

Quando, nel 1748, cominciarono le prime campagne di scavo dell’antica città di Pompei, seppellita delle ceneri dell’eruzione del 79 d.C., tra le ville romane ritornate alla luce, furono rinvenuti dei grossi contenitori di terracotta, i doli.
Quei contenitori servivano a raccogliere il mosto da cui si ricavava un vino pregiato, che ancora oggi viene portato sulle nostre tavole. Sono passati piú di duemila anni e da allora la terra del Vesuvio ha continuato a dare buoni frutti.
Il motivo di tanta fertilità è da sempre stato attribuito al vulcano, un tempo per motivi legati al mito, oggi perché sappiamo che tutti i vulcani, con le loro eruzioni, arricchiscono continuamente le terre di minerali.
Il Vesuvio non fa eccezione a questa regola, anzi, la particolare composizione delle sue lave, molto ricche in potassio, ha reso la terra particolarmente fertile, tanto da produrre non solo un ottimo vino, ma anche dei pregiati alberi da frutto come l’albicocco, e dei gustosi ortaggi come il famoso pomodorino, raccolto in caratteristici piennoli.
Per il riconoscimento della qualità di questi prodotti vesuviani è stata richiesta la certificazione del marchio IGP per attestarne l’originalità e l’appartenenza ad una zona di produzione tipica, le cui caratteristiche geografiche sono davvero uniche al mondo.

I vulcani non producono solo devastazioni, essi sono anche un segno di fertilità. Un’eruzione vulcanica è, infatti, inizio e fine di uno stesso processo, che la natura ripete periodicamente e che rende ”viva” la superficie del nostro pianeta. Il magma, risale attraverso il condotto vulcanico e fuoriesce dal cratere sottoforma di colate di lava durante le eruzioni ”effusive” (a), oppure viene frammentato in ceneri e pomici, come nelle eruzioni ”esplosive” (b). Nel corso dei secoli i prodotti delle eruzioni si sovrappongono, dando luogo a terreni ricchi in minerali, gli stessi minerali contenuti nei magmi del Vesuvio.
La stratigrafia tipica di un suolo vesuviano si genera dall’alternarsi di eruzioni effusive ed esplosive (c). Alla base ritroviamo le lave, che si sgretolano lentamente nel corso dei secoli e, sopra di esse, le pomici e le ceneri che rappresentano lo strato di terra sul quale possono attecchire direttamente le radici delle piante. I minerali, di cui questa terra è ricca, vengono disciolti dalle acque in elementi, importantissimi per la crescita della flora, come il potassio, il fosforo ed il ferro, che successivamente sono assorbiti dagli apparati radicali (d).
Sul Vesuvio questo processo dura da migliaia di anni, scansito da ritmi lentissimi e, come su tutti i vulcani, produce suoli tra i piú fertili del mondo.


I prodotti dell'agricoltura vesuviana

Le uve vesuviane si distinguono per la particolare coltivazione nei caratteristici vigneti in declivio, alle pendici del vulcano. Tra i vitigni piœ conosciuti il Caprettone, noto anche come Coda di volpe, che compone per almeno l’80% il Lacryma Christi bianco, il Piedirosso (localmente detto Per ‘e palummo) che compone per almeno l’80% il Lacryma Christi rosso e il raro Catalanesca, importato nel 1450 dalla Catalogna, da cui si ricava l’omonimo vino oggi prodotto quasi esclusivamente per uso familiare.

Il pomodorino vesuviano è uno degli ecotipi rappresentativi del pomodorino campano. È presente alle pendici del Vesuvio e del Monte Somma, una tra le aree di maggiore diffusione della coltivazione del pomodorino in Campania. Di piccole dimensioni, di forma tondo-ovale e riuniti a grappolo, i frutti hanno caratteristiche qualitative e organolettiche di pregio ed assolutamente tipiche che conferiscono al pomodorino vesuviano l’inconfondibile sapore agro-dolce.

Con il nome di albicocche vesuviane vengono indicate circa settanta varietà originarie dell’area vesuviana. Si tratta di cultivar con caratteristiche gustative ed organolettiche (aroma, sapore e colore) molto apprezzate. La natura dei terreni di origine vulcanica, ricchi di potassio, contribuisce in misura determinante a rendere pregiata e tipica la qualità dei prodotti. La Campania fornisce circa la metà della produzione nazionale di albicocche, localizzata per la maggior parte nell’area vesuviana.

Ideazione: Borghini & Stocchetti- Testi: Stefano Carlino




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