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Vesuvio la montagna che vive di Claudia Cannavacciuolo

Lunedì 1 marzo si è svolto, nelle splendide sale di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, il convegno sul tema: “Vesuvio, la montagna che vive”. L’incontro è nato da un progetto in collaborazione tra il laboratorio regionale “Città dei bambini e delle bambine” del comune di San Giorgio e l’istituto internazionale “Stop Disasters” presieduto dal vulcanologo Giuseppe Luongo.

Le finalità del convegno sono state molteplici: la principale era di sensibilizzazione e stimolare l’interesse pubblico giovanile al fenomeno Vesuvio, identificato come pericolo, ma soprattutto come fonte di sviluppo economico turistico. Al convegno hanno partecipato alcuni tra i principali esponenti che operano ai fini del miglioramento del vasto, ma per molti sconosciuto, territorio vesuviano.

A moderare il dibattito è stata la giornalista de “La Repubblica” Conchita Sannino che, con professionale simpatia, ha introdotto gli interventi dei diversi relatori. Il primo intervento è stato di Giovanni Macedonio, direttore dell’osservatorio vesuviano, che con l’ausilio di diapositive fotografiche ha ripercorso insieme alla platea, un itinerario storico che va dall’eruzione del ’79 d.c. ai giorni nostri, analizzando anche aspetti tecnici quali quelli riguardanti il monitoraggio vulcanico e i fenomeni precursori di un eruzione.

Altro intervento è stato quello riguardante il maltrattamento dell’ambiente da parte della popolazione, di Anna Savarese, direttore regionale di Legambiente, che ha analizzato alcune problematiche della società vesuviana: la lotta all’abusivismo edilizio ed anche alla legge favorevole al condono nonché all’utilizzo di riserve naturali come discariche di rifiuti, proponendo, infine, il recupero della cultura ambientale che da cinquant’anni a questa parte è stata pian piano dimenticata. Un’altra importante iniziativa è stata la piccola, ma preziosa mostra didattica dal titolo “Alius et Idem” presentata dal Presidente del Parco Letterario del Vesuvio Maria Lionelli e realizzata in collaborazione dell’osservatorio vesuviano.

Di certo non poteva mancare all’incontro il Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio Amilcare Troiano, che ha focalizzato il suo intervento su quelle che sono le varie finalità dell’ente ambientalista: tra queste, la battaglia all’abusivismo edilizio ed all’inquinamento delle aree protette dovuto principalmente alle microdiscariche. A suscitare numerosi entusiasmi è stata la presentazione del progetto elaborata dal Parco riguardante il ripristino dell’ex Stazione Cook e la realizzazione di un trenino a cremagliera, con salita meccanizzata, che accompagnerà turisti e vesuviani da San Vito fino all’Osservatorio vesuviano.

Anche l’assessore regionale all’urbanistica Marco Di Lello è intervenuto all’incontro con una proposta destinata alle giovani generazioni, ma finalizzata soprattutto alla mitigazione del rischio Vesuvio. Ciò che l’assessore suggerisce è la trasformazione di parte dei numerosi agglomerati urbani in strutture turistiche, non solo ai fini del prestigio territoriale e dello sviluppo economico vesuviano ma anche come fonte reale di occupazione giovanile. Non vanno di certo tralasciati quanti potrebbero essere gli effettivi benefici dello spostamento degli abitanti della fascia rossa nelle zone non a rischio, al fine di facilitare la fuga qualora dovesse verificarsi un’eruzione. Uno spazio del convegno è stato poi riservato agli interventi degli assessori comunali alla Protezione Civile, Giuseppe Improta, e al Patrimonio, Luigi Goffredi.

Più ampio ed articolato è stato l’intervento dell’assessore all’identità cittadina Angela Viola, che ha parlato dell’educazione alla convivenza con il vulcano, partendo proprio dai bambini. Bambini ed adolescenti di San Giorgio a Cremano che nelle cinque scuole medie della città hanno contribuito alla nascita di un piccolo ma innovativo giornalino dal titolo “Vesuvio è”. Ricco d’informazioni e di esperienze, che hanno come protagonisti proprio i ragazzi, il giornalino rappresenta uno dei primi risultati del progetto di conoscenza del Vesuvio a partire dai “giovanissimi”.

L’ultimo intervento, infine, è stato del Sindaco Ferdinando Riccardi che ha auspicato la nascita e la crescita di una nuova cultura ambientale grazie alla sinergia e all’armonia tra i vari enti interessati.

 

 


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