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Pubblicazione elenco delle guide esclusive del Parco nazionale del Vesuvio
N.5
Aggiornamento Short List del Parco nazionale del Vesuvio
Pubblicazione Short List di professionisti per attività di consulenza all'Ente Parco nazionale del Vesuvio - edizione Aprile 2011
3 Il Monte Somma
Lunghezza complessiva: 7650 m
Quota massima: 1132 m slm
Difficoltà: alta
Tempi di percorrenza
- Meta ravvicinata: ore 1,30 a/r
- Meta intermedia: minuti 30 a/r
- Meta d’itinerario: ore 5 a/r
ll sentiero, nel suo tratto iniziale, presenta una serie di curve panoramiche che conducono al fiume di lava del 1944 che appare con il caratteristico colore grigio-argentato per la presenza dello Stereocaulon vesuvianum.Dopo aver superato un tornante a sinistra ci si addentra in un bosco misto mesofilo. Salendo si giunge un bivio: a destra si prosegue per la Punta Nasone, mentre il tracciato di sinistra conduce ad una vasca di raccolta delle acque piovane dove è posta la meta ravvicinata.
Il sentiero che si intraprende a destra per raggiungere Punta Nasone presenta una discreta pendenza e un alternarsi di tratti chiusi e ombreggiati a tratti aperti che attraversano ginestreti. Si ascendono in successione i Cognoli di Trocchia e di Sant’Anastasia dai quali si possono ammirare da un lato il Golfo di Napoli e la Piana Campana e dall’altro la Riserva Tirone Alto Vesuvio, il Gran Cono, i Cognoli di Ottaviano e Colle Umberto con ai piedi la Valle del Gigante. Su un punto panoramico è posta la meta intermedia.
Riprendendo il percorso si giunge a Punta Nasone da dove si domina tutto il complesso vulcanico. Il cammino prosegue con una forte discesa. Questo tratto è utilizzato dai fedeli per raggiungere, partendo dalla Chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria a Castello, la cappella votiva e la grande croce in ferro battuto qui situate. Al termine della discesa il sentiero supera quattro valloni. Guardando verso l’alto si notano splendidi esemplari di castagno centenari abbarbicati su speroni rocciosi lavici. Proseguendo si giunge ad un ponte in legno oltrepassato il quale si osserva il sambuco nero. Si prosegue verso l’ingresso dove è posta la meta d’itinerario. In quest’ultimo tratto, a quota 700 m s.l.m., si possono osservare le opere di ingegneria naturalistica realizzate dall’Ente Parco tra il 1998 e il 2002.
Partenza da Ercolano - via San Vito (L’itinerario è pensato come circolare ovvero la meta di itinerario coincide con il punto di partenza).




